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CTP Grosseto 231 del 12/10/2012: la vigenza della Tarsu è legittima

28 Nov 2012 | ARCHIVIO STORICO

Con la sentenza n. 231 del 12/10/2012 la Commissione Tributaria Provinciale di Grosseto si è pronunciata in favore della vigenza attuale della TARSU, dichiarandola legittima in forza dell’art. 14, comma 7, del d.lgs. n. 23/2011 in virtù del quale “sino alla revisione della disciplina relativa ai prelievi relativi alla gestione dei rifiuti solidi urbani, continuano ad applicarsi i regolamenti comunali adottati in base alla normativa concernente la tassa rifiuti solidi urbani e la tariffa di igiene ambientale. Resta ferma la possibilità per i Comuni di adottare la tariffa integrata ambientale”. Si tratta di un evidente dietrofront della CTP di Grosseto rispetto al proprio precedente orientamento espresso con la sentenza n. 124 del 19/4/2012 (in TN n. 18/2012) che dichiarò illegittima per la prima volta la vigenza della TARSU a far data dall’anno di imposta 2010. In realtà avevamo già evidenziato che la tesi era da scartare in quanto in aperto contrasto con il quadro normativo vigente, peraltro ignorato dai giudici tributari e da una parte della dottrina che continua a sostenere tale posizione (si veda il contributo di GIUSEPPE DEBENEDETTO, TARSU 2010 illegittima ma l’orientamento è superato, in TN n. 18/2012; ID., Il federalismo salva la Tarsu, ne Il Sole 24 Ore del 17/9/2012). Evidentemente il revirement della CTP di Grosseto dimostra l’infondatezza della tesi che sosteneva l’illegittimità della Tarsu per il 2010. Con la nuova sentenza n. 231/2012 la CTP di Grosseto aderisce alla stessa lettura data a suo tempo dal MEF con la circolare 3/DF/2010 (in TN n. 22/2010) e la Corte dei Conti della Lombardia che con delibera n. 21 del 28 gennaio 2011 (in TN n. 3/2011) aveva affermato che “alla luce di una lettura sistematica delle norme che regolano la materia in esame (…) emergerebbe che i regolamenti TARSU e TIA ex decreto Ronchi (c.d. TIA 1), già vigenti, continuano ad esplicare i loro effetti, fino a quando i comuni non dispongano facoltativamente di effettuare il passaggio alla TIA ex d.lgs. n. 152/2006 (c.d. TIA 2) oppure fino a quando non venga emanato il regolamento di cui al comma 6 dell’art. 238 d.lgs. n. 152/2006 che obbligherebbe tutti i comuni ad applicare la c.d. TIA 2”.