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Corte dei Conti Puglia 124 del 25/1/2013: Equitalia condannata al risarcimento del danno per ritardata notifica

12 Mar 2013 | ARCHIVIO STORICO

La Corte dei Conti Puglia con la sentenza n. 124 del 25/1/2013 ha condannato Equitalia Sud a risarcire oltre 412.000 euro a titolo di danno erariale per aver notificato in ritardo una cartella esattoriale. Il tutto parte da un contenzioso conclusosi nel 2010 presso la Commissione Tributaria Regionale di Bari, che aveva confermato il giudizio di primo grado sull’intervenuta decadenza della notifica della cartella di pagamento in questione. Della questione era stata quindi interessata la Procura Regionale della Corte dei Conti, che avviava l’istruttoria dalla quale emergeva un danno erariale subito dall’Agenzia delle Entrate, per un importo pari ad €. 412.737,96, riveniente dalla notifica oltre i termini decadenziali di una cartella di pagamento inerente la liquidazione del Modello Unico 2004 (IVA 2003) di una società. Nel merito i Giudici contabili evidenziano che la disciplina legislativa dei termini di notifica delle cartelle di
pagamento trova la sua fonte nel D.L. n. 106 del 17 giugno 2005, convertito con legge n. 156 del 31 luglio 2005 che, modificando l’art. 25 del DPR n. 602/1973 mediante l’art. 1, comma 5-ter, disponeva che la notifica della cartella di pagamento doveva avvenire, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di liquidazione prevista dall’art. 36-bis del DPR n. 600/1973; entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di controllo formale prevista dall’art. 36-ter del DPR n. 600/1973; entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo, per le somme che risultano dovute in base agli accertamenti dell’ufficio. La stessa legge n. 156/2005 ha, altresì, previsto, per gli anni d’imposta pregressi, una norma transitoria, (l’art. 1, comma 5-bis), che provvedeva a disciplinare le dichiarazioni precedenti, stabilendo che le notifiche, a pena di decadenza, delle cartelle di pagamento dovevano essere effettuate: entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, con riferimento alle dichiarazioni presentate a decorrere dal primo gennaio 2004; entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, con riferimento alle dichiarazioni presentate negli anni 2002 e 2003; entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, con riferimento alle dichiarazioni presentate nell’anno 2001. Tra l’altro, l’art. 25 è stato modificato ulteriormente dall’art. 37, comma 40, del D.L. n. 223/2006, convertito in legge n. 248/2006, che ha stabilito un unico termine per la notifica della Cartella di pagamento, relativa alle somme che risultano dovute a seguito dell’attività prevista dall’art. 36-bis del DPR n. 600/1973, ovvero “…terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione”. Appare evidente, quindi, che, nel caso di specie, e nel quadro legislativo così delineato, essendo la dichiarazione sottoposta a controllo ex art. 54-bis del DPR n. 633/1973 relativa all’anno d’imposta 2003 (Mod. Unico/2004), la cartella di pagamento doveva essere notificata entro il 31.12.2007. Ciò è stato, tra l’altro, ribadito anche dalla Commissione Tributaria Provinciale con sentenza n. 28/15/09, confermata dalla CTR con sentenza n. 35/8/10 del 05.03.2010, che, nel respingere l’appello sotto il duplice aspetto del difetto di legittimazione passiva dell’appellante Agenzia delle Entrate e d’incompetenza territoriale della Commissione Tributaria Provinciale, ha pure affermato confutando la tesi della concessionaria diretta a sostenere l’ impossibilità di notificare la cartella esattoriale nel termine decadenziale, come “… appare del tutto inverosimile quanto sostenuto in proposito atteso che il ruolo, per stessa ammissione della Concessionaria, era stato consegnato il 10 agosto 2007 e cioè più di quattro mesi prima del termine, periodo ragionevolmente più che sufficiente per porre in essere la notifica…”. E’ di tutta evidenza, pertanto, che Equitalia Sud, omettendo di notificare nei termini decadenziali la cartella di pagamento in questione, pur avendo a disposizione oltre quattro mesi di tempo per adempiere, abbia palesato una condotta connotata da una particolare e grave negligenza, senza l’osservanza di quel minimo di diligenza che, tra l’altro, la peculiare qualificazione professionale del concessionario agente avrebbe richiesto nel caso concreto e che, al contrario, è stata, chiaramente, disattesa. Conclusivamente, la Corte dei Conti Puglia ritiene che siano emersi chiari elementi comprovanti la grave colpevolezza di Equitalia Sud, che viene condannata al pagamento, in favore dell’Erario, della somma di €. 412.737,96, maggiorata della rivalutazione monetaria e degli interessi legali.