06 36001374 info@anacap.it

Corte Conti Campania 178 del 5/6/2012: non è possibile coprire i costi di sgombero della neve con i proventi della Tarsu

8 Lug 2012 | ARCHIVIO STORICO

Corte-Conti-Campania178-2012

Con la delibera n. 178 del 5/6/2012 la Corte dei Conti Campania ha affermato che non è possibile coprire con la Tarsu i costi che il Comune ha sostenuto per garantire la rimozione della neve in occasione delle copiose precipitazioni nevose avvenute nel mese di febbraio scorso. Nel merito i giudici contabili partenopei evidenziano che la questione prospettata dall’Amministrazione interpellante sottende la risoluzione della problematica di fondo che attiene, sostanzialmente, alla possibilità d’includere i costi del servizio di “sgombero e rimozione neve dalle strade”, tra quelli “cd. di spazzamento”, che la vigente normativa considera ai fini della quantificazione della TARSU e della conseguente integrale copertura dei costi di gestione del ciclo integrato dei rifiuti con le entrate derivanti dal citato tributo. Sul punto la Sezione ha già avuto occasione di precisare che: “… non vi è dubbio che i costi da coprire integralmente attraverso la tariffa comprendessero anche quelli relativi allo spazzamento delle strade e delle aree soggette ad uso pubblico, come stabilito dal secondo comma dell’art. 49 del D.Lgs. n. 22/1997 e dall’allegato n. 1, punto 3, del D.P.R. n. 158/1999…” (Cfr. Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Campania 16 dicembre 2009 n. 40, in TN n. 2/2010). Invero, l’art. 184 del D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152  e s.m.i., nel classificare i rifiuti secondo l’origine in “urbani” o in “speciali”, ed in base alle caratteristiche in “pericolosi” o in “non pericolosi” stabilisce al comma 2 che: “ Sono rifiuti urbani: a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione; b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione; c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade; d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua; e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali; f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere b), e) ed e) …” Chiarito, pertanto che ai sensi del citato art. 184 comma 2 lettera c) del D.Lgs 3 aprile 2006,  n. 152 e s.m.i. costituiscono, tra gli altri, rifiuti urbani quelli che derivano dallo spazzamento delle strade, si rende necessario verificare se nell’ambito di tale servizio possa includersi quello relativo allo sgombero della neve e conseguentemente considerare la neve alla stregua di un rifiuto. Ebbene, il legislatore, riformulando l’art. 183 del D.Lgs.  n. 152/2006, da ultimo con l’art. 10, comma 1 del D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205,  ha definito espressamente al comma 1 lett.  oo) la nozione di: “…«spazzamento delle strade»: modalità di raccolta dei rifiuti mediante operazione di pulizia delle strade, aree pubbliche e aree private ad uso pubblico escluse le operazioni di sgombero della neve dalla sede stradale e sue pertinenze, effettuate al solo scopo di garantire la loro fruibilità e la sicurezza del transito …” . La citata normativa, così come recentemente modificata, non lascia pertanto alcun dubbio sulla esplicita esclusione del “servizio di sgombero neve dalle strade” dall’ambito descrittivo della definizione di “spazzamento delle strade”, formulata ai fini dell’applicazione del D.Lgs n. 152/2006. Conseguentemente non è possibile ricondurre i costi sostenuti dall’ente locale per la rimozione e lo sgombero della neve, al costo di spazzamento delle strade che, come ampiamente chiarito, costituisce una delle voci di costo attinenti al ciclo integrato dei rifiuti, la cui copertura deve essere garantita attraverso la TARSU o la TIA.  In conclusione, alla luce della normativa richiamata e delle argomentazioni svolte, il parere della Sezione è nel senso di escludere che gli enti locali possano finanziare i costi di sgombero della neve con i proventi derivanti dalla riscossione della TARSU. Peraltro, va rimarcato che la problematica relativa alla possibilità di finanziare con la TARSU i costi di sgombero neve dalle strade aveva  trovato una conforme soluzione, ancor prima della recente riformulazione della disciplina legislativa quale sopra illustrata, in sede interpretativa della normativa all’epoca vigente. Invero, il Ministero delle Finanze – Direzione imposte e tasse indirette sugli affari con Risoluzione Ministeriale n. 431479 datata 18 marzo  1992, all’uopo rinviando ad un precedente orientamento espresso dalla Direzione Generale della Finanza Locale, ebbe modo di affermare che:  “ … le operazioni di sgombero meccanico o manuale della neve dal suolo pubblico, non costituiscono spazzamento, raccolta e trasporto per la discarica o il trattamento di rifiuti solidi urbani esterni, con la conseguente impossibilità di comprendere le relative spese fra i costi del servizio di nettezza urbana da coprire con il gettito della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ai sensi dell’art. 8 della legge 144/1989”. Si tratta peraltro di una risoluzione che dirime un contrasto interpretativo sorto nell’ambito del MEF, il quale in un primo momento riteneva che la neve potesse senz’altro configurarsi come rifiuto solido urbano esterno (ris. min. 4/3/1991 n. 8/183), mentre successivamente  affermava che la neve non poteva rientrare tra i rifiuti urbani esterni (ris. min. 17/12/1991 n. 8/1659).