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Conversione in legge del decreto “liberalizzazioni”: proposte emendative

23 Feb 2012 | ARCHIVIO STORICO

Il decreto-legge n. 1 del 24/1/2012 avente ad oggetto “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività” (c.d. liberalizzazioni), è attualmente all’esame del Senato per la conversione in legge (DDL 3110). Si ricorda che l’art. 56 del d.l. 1/2012 consente ai comuni di ridurre l’aliquota IMU di base fino allo 0,38% per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati, e comunque per un periodo non superiore a tre anni dall’ultimazione dei lavori. E’ fatta comunque salva l’applicabilità della riserva allo Stato della quota erariale d’imposta (prevista dal comma 11 dell’art. 13 del decreto “Monti”), quindi se il comune dovesse decidere di ridurre l’aliquota allo 0,38% lo sgravio resterebbe tutto a carico delle casse dell’ente. Sono stati presentati oltre 1700 emendamenti (con oltre 500 identici) all’esame della Commissione Industria del Senato. Un numero elevatissimo che ha costretto il Presidente del Senato ad intervenire invitando il presidente della Commissione “ad esercitare una scrupolosa e rigorosissima valutazione dell’ammissibilità degli emendamenti sotto il profilo dell’attinenza al testo e alle finalità del provvedimento. Ciò al fine di vincolare strettamente il dibattito all’esame delle disposizioni oggetto del decreto, già in origine molto estese, ed evitare qualsiasi sconfinamento verso temi aggiuntivi ed estranei”. Il Presidente del Senato ha scritto inoltre al Presidente della Commissione Bilancio, richiamando l’esigenza di “un rigorosissimo e tempestivo vaglio delle proposte emendative per quanto concerne la copertura finanziaria nel quadro dei principi dell’articolo 81 della Costituzione”. Si segnala che anche l’ANCI ha presentato diverse proposte di emendamenti, tra cui: l’esclusione dall’IMU per gli immobili posseduti dai comuni e situati nel loro territorio, anche se non adibiti ad attività istituzionali, l’introduzione dell’obbligo dichiarativo IMU per gli immobili posseduti (compresi quelli esenti dall’imposta), nonché un intervento integrativo per la completa attuazione dell’imposta di soggiorno e dell’imposta di scopo. Una parte di proposte potrebbero essere già introdotte nel decreto c.d. “fiscale” di prossima emanazione.