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CONTENZIOSO TRIBUTARIO – l’appello notificato a mezzo posta impone di depositare copia dell’atto presso la segreteria della CTP

19 Gen 2012 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione 23499 del 10.11.2011

La Sezione Tributaria della Cassazione, con l’ordinanza n. 23499 del 10/11/2011 ha ribadito l’orientamento secondo il quale il ricorso in appello notificato a mezzo posta (e non per il tramite dell’ufficiale giudiziario) va depositato in copia presso la segreteria della Commissione tributaria provinciale, a pena d’inammissibilità dell’appello. La CTR aveva infatti dichiarato inammissibile l’appello principale proposto da un contribuente, il quale non aveva dimostrato di aver depositato copia presso la segreteria della CTP. Il contribuente ricorre in Cassazione eccependo la violazione dell’art. 53 del d.lgs. n. 546/92 e dell’art. 24 Cost., rilevando che i giudici d’appello avrebbero dovuto operare una lettura costituzionalmente orientata dell’art. 53 cit. nel senso, da un lato, che l’appellante non sia tenuto a documentare l’avvenuto deposito del gravame al giudice a quo, dall’altro, che l’avvenuta spedizione alla CTP del plico postale contenente il gravame impone ai giudici d’appello, una volta riscontrata la mancanza dell’atto nel fascicolo di prime cure, di assegnare alla parte impugnante un termine per documentare la ricezione da parte delle cancelleria del giudice a quo. La Cassazione respinge il ricorso del contribuente, trattandosi di un adempimento testualmente prescritto a pena d’inammissibilità dell’appello e che presuppone ineludibilmente l’esecuzione entro un termine perentorio, termine che va identificato in quello di trenta giorni dalla proposizione dell’impugnazione, già indicato dalla prima parte dell’art. 53, comma 2, del d.lgs. n. 546/92 (attraverso il richiamo all’art. 22, comma 1) per il deposito del ricorso presso la segreteria della CTP. In tal senso si è peraltro espressa in precedenza la stessa Sezione Tributaria, né sussistono dubbi di legittimità costituzionale, atteso che la norma pone a carico dell’appellante – laddove opti per la notificazione in forma privata anziché affidata all’ufficiale giudiziario – dei meri oneri relativi ad adempimenti concernenti atti nella sua sfera di disponibilità, in alcun modo per il medesimo ostativi all’accesso alla tutela giurisdizionale garantita dall’art. 24 Cost. (Corte cost. n. 17/2011 e n. 141/2011, in TN n. 2/2001 e n. 8/2011).