06 36001374 info@anacap.it

Consiglio di Stato 4682 del 4/9/2012: distinzione tra concessione e appalto di servizi

23 Set 2012 | ARCHIVIO STORICO

Consiglio di Stato 4682 del 4.9.2012

Con la sentenza n. 4682 del 4/9/2012 il Consiglio di Stato ha chiarito la distinzione tra concessione e appalto di servizio, ribadendo il proprio orientamento peraltro in linea con la giurisprudenza comunitaria (cfr. Corte UE 10/3/2011, in TN 6/2011: la remunerazione, nel modello concessorio, non è garantita dall’amministrazione aggiudicatrice, bensì dagli importi riscossi presso gli utenti del servizio). Per i Giudici di Palazzo Spada si ha concessione quando l’operatore privato si assume in concreto i rischi economici della gestione del servizio, rifacendosi sostanzialmente sull’utente mediante la riscossione di un qualsiasi tipo di canone, tariffa o diritto, ragione per cui può affermarsi  che è la modalità della remunerazione il tratto distintivo della concessione dall’appalto di servizi; si avrà invece appalto quando l’onere del servizio stesso venga a gravare sostanzialmente sull’Amministrazione. La decisione non interviene nel settore dei tributi locali ma contribuisce a delimitare la linea di confine tra i due istituti (concessione e appalto), che si riflette sulle regole procedurali: in caso di appalto di servizi si applica il D.Lgs. 163/2006 (Codice Appalti), mentre per la concessione di servizi si applicano i principi fondamentali dell’ordinamento comunitario e quelli che governano la materia dei contratti pubblici (art. 30 D.Lgs. 163/2006). L’attività di gestione dei tributi locali si configura alla stregua di una “concessione di servizi”, anche se l’art. 52 del d.lgs. n. 446/97 parla solo di “affidamento”. Altre norme tuttavia fanno propendere per tale conclusione: gli artt. 25 e 52 d.lgs. 507/93 (abrogati) parlano di “affidamento in concessione” del servizio di accertamento e riscossione ICP e TOSAP; il d.lgs. 112/99 parla di “affidamento in concessione” del servizio di riscossione mediante ruolo; l’art. 10 d.lgs. 546/92, tra le parti del processo tributario individua anche “il concessionario del servizio di riscossione”; l’art. 1 comma 7-bis d.l. 93/08 qualifica come “concessione” il servizio di accertamento e riscossione dell’ICI . Anche l’orientamento giurisprudenziale ha chiarito che l’affidamento delle attività di accertamento e riscossione delle entrate locali rientra nel modulo “concessorio”: si vedano, tra le tante, Consiglio di Stato n. 5566/2010, n. 4510/2010 e n. 236/2006; TAR Napoli n. 1458/2008. L’”appalto” di servizi si avrà solo in caso di attività propedeutiche (rilevazione, costituzione banche dati, ecc.): in tal senso si è espresso il Consiglio di Stato con la sentenza n. 1878/2006.