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Consiglio di Stato 4208 del 21/8/2013: oneri di urbanizzazione – ricorso a cartella esattoriale – giurisdizione TAR

15 Ott 2013 | ARCHIVIO STORICO

Consiglio di Stato 4208 del 21.8.2013

Con la sentenza n. 4208 del 21/8/2013 la IV Sezione del Consiglio di Stato ha affermato che rientra nella giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo un ricorso avverso una cartella di pagamento emessa da Equitalia, avente ad oggetto gli oneri di urbanizzazione primaria. Infatti, le controversie inerenti la contestazione degli oneri di urbanizzazione, nel corso delle quali non vengano dedotte censure derivanti da atti generali autoritativi relativi alla determinazione degli oneri presupposti di quello impugnato, attengono, a posizioni di diritto soggettivo, azionabili nel termine di prescrizione, innanzi al giudice amministrativo in sede di giurisdizione esclusiva; per questo le relative
controversie, proprio in quanto concernono i diritti soggettivi delle parti di detta obbligazione, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del G.A. di cui all’art. 133, primo comma, lett. f), del codice del processo amministrativo (1). Si ricorda che l’art. 16 del D.P.R. 6/6/2001 n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) prevede per il rilascio del permesso di costruire la corresponsione di un contributo commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione nonché al costo di costruzione. Il contributo è quindi costituito da 2 componenti: 1) Quota oneri di urbanizzazione: primaria (strade, fogna, rete idrica-elettrica-gas, ecc.) secondaria (scuole, mercati, chiese, impianti sportivi ecc.); 2) Costo di costruzione. Trattasi di entrata a destinazione pubblicistica (non è un corrispettivo di natura privatistica). Sul punto il Consiglio di Stato, con la sentenza in commento, ha osservato che detti oneri non hanno natura tributaria, bensì costituiscono un corrispettivo di diritto pubblico avente la funzione di partecipazione ai costi delle opere di urbanizzazione, atteso che le controversie che hanno ad oggetto la legittimità o meno del contributo relativo a concessione edilizia vertono sull’esistenza o sulla misura di un’obbligazione direttamente stabilita dalla legge. In tal senso si era peraltro già espressa la giurisprudenza amministrativa: cfr. Consiglio di Stato sentenza n. 4320 del 30/7/2012 (in TN n. 17/2012) e TAR Bari sentenza n. 243 del 10/2/2011 (in TN n. 4/2011). La riscossione del contributo si effettua “secondo le norme vigenti in materia di riscossione coattiva delle entrate dell’ente procedente” (art. 43 DPR 380/2001), mentre la precedente legge n. 47/1985 (art. 16) prevedeva l’applicazione del RD 639/1910 con l’emissione di ingiunzione. Attualmente gli enti sono liberi di decidere se procedere mediante ingiunzione oppure di avvalersi dello strumento del ruolo da affidare agli agenti della riscossione (in tal senso, TAR Sardegna n. 1212/2008 in TN n. 16/2008). In ordine alla giurisdizione, le Sezioni Unite della Cassazione hanno già avuto modo di affermare la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in ordine “all’intera area delle concessioni edilizie, nella quale rientrano gli oneri di urbanizzazione posti a carico del destinatario del provvedimento amministrativo” (Cass. n. 5903/2003; n. 22904/2005). Pertanto le controversie in materia di determinazione, liquidazione e riscossione degli oneri di urbanizzazione, rientrano nella giurisdizione “esclusiva” amministrativa, come peraltro confermato dalle sezioni unite della Cassazione con la sentenza n. 22514 del 20/10/2006. Anche la giurisprudenza amministrativa perviene alle medesime conclusioni. Con la sentenza in commento il Consiglio di Stato osserva che la determinazione dell'”an” e del “quantum” dell’oblazione e del contributo per oneri di urbanizzazione e per costo di costruzione ha natura paritetica, giacché si tratta di un mero accertamento dell’obbligazione contributiva, effettuato dalla p.a. in base a rigidi parametri prefissati dalla legge e dai regolamenti in tema di criteri impositivi, nei cui riguardi essa è sfornita di potestà autoritativa. Per questo le relative controversie, proprio in quanto concernono i diritti soggettivi delle parti di detta obbligazione, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del g.a. di cui all’art. 133, primo co. lett. f).