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Consiglio di Stato 4151 del 6/8/2013: sottoprodotto anche se classificato rifiuto dal CER

15 Ott 2013 | ARCHIVIO STORICO

Consiglio di Stato 4151 del 6.8.2013

Con la sentenza n. 4151 del 6 agosto 2013 la IV Sezione del Consiglio di Stato ha affermato che il fresato d’asfalto, anche se viene generalmente classificato come rifiuto, come tale disciplinato dal D.M. 5.2.1998 e contemplato dal codice europeo dei rifiuti, nondimeno può essere considerato alla stregua di un sottoprodotto quando venga inserito in un ciclo produttivo e venga utilizzato senza nessun trattamento in un impianto che ne preveda l’utilizzo nello stesso ciclo di produzione senza operazioni di stoccaggio a tempo indefinito. Il Consiglio di Stato ha osservato – confermando sul punto la sentenza di primo grado – che, ai sensi dell’art. 183, n. 1 lett. a) del codice dell’ambiente (d. lgs. n. 15272006), costituisce «rifiuto» qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l’obbligo di disfarsi. Invero, ai sensi dell’art. 184, comma 3 lett. b), sono rifiuti speciali i rifiuti derivanti da attività di demolizione,costruzione o derivanti dall’attività di scavo. Ai sensi dell’art. 184 bis, aggiunto dal comma 1 dell’art. 12 d. lgs. 3.12.2010, n. 205, è sottoprodotto e non rifiuto qualsiasi prodotto che soddisfi tutte (cumulativamente) le seguenti condizioni: a) la sostanza o l’oggetto è originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza od oggetto; b) è certo che la sostanza o l’oggetto sarà utilizzato, nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi; c) la sostanza o l’oggetto può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale. Data la novità della classificazione del sottoprodotto rispetto a quella contenuta nel codice CER, la
giurisprudenza amministrativa ha già considerato non vincolante la classificazione recata dal codice CER anteriore alla definizione dei sottoprodotti alla stregua dei criteri sostanziali dell’art. 184 bis giungendo, per alcune sostanze classificate come rifiuto, al riconoscimento come sottoprodotto (quali la pollina: v. Cons. Stato, Sez. IV, 28 febbraio 2013, n. 1230). Anche la Cassazione penale (Sez. III, 14 giugno 2012, n. 28609) giudica essenziale ai fini della qualificazione di una sostanza come sottoprodotto la sussistenza contestuale di tutte le condizioni richieste e l’assenza di trasformazione preliminare ai fini del riutilizzo, oltre alla circostanza che il materiale sia destinato con certezza e non come mera eventualità ad un ulteriore utilizzo. Nella fattispecie è stato ritenuto che il fresato d’asfalto costituisse sottoprodotto, atteso: a) che il bitume d’asfalto si inseriva nel processo produttivo dell’impianto; b) che veniva rimosso con la certezza di essere integralmente riutilizzato; c) che non veniva sottoposto ad un processo di trasformazione; d) che veniva riutilizzato in tempi ravvicinati (quotidianamente) rispetto al prelievo, senza particolari operazioni di stoccaggio; e) che non si poteva porre a priori in senso assoluto il problema di doversene disfare, essendo esso sempre riutilizzabile e riutilizzato.