06 36001374 info@anacap.it

Consiglio di Stato 3565 del 3/7/2013: gara – obbligatoria l’indicazione degli oneri di sicurezza

27 Set 2013 | ARCHIVIO STORICO

Consiglio di Stato 3565 del 3.7.2013

Con la sentenza n. 3565 del 3/7/2013 la Terza Sezione del Consiglio di Stato ha affermato che, sia nel comparto dei lavori che in quelli dei servizi e delle forniture, l’indicazione in sede di offerta degli oneri aziendali di sicurezza, non soggetti a ribasso, costituisce un adempimento imposto dagli artt. 86, comma 3-bis, e 87, comma 4, del d.lgs. n. 163/2006 all’evidente scopo di consentire alla stazione appaltante di adempiere al suo onere di verificare il rispetto di norme inderogabili a tutela dei fondamentali interessi dei lavoratori in relazione all’entità ed alle caratteristiche del lavoro, servizio o fornitura da affidare. Stante la natura di obbligo legale rivestita dall’indicazione, resta irrilevante la circostanza che la lex specialis di gara non abbia richiesto la medesima indicazione, rendendosi altrimenti scusabile una ignorantia legis; poiché la medesima indicazione riguarda l’offerta, non può ritenersene consentita l’integrazione mediante esercizio del potere/dovere di soccorso da parte della stazione appaltante (ex art. 46, comma 1-bis, cit. d.lgs. 163/2006), pena la violazione della par condicio tra i concorrenti. In tal senso si è espresso lo stesso Consiglio di Stato: sez. V, 23 luglio 2010 n. 4849; 8 febbraio 2011 n.
846 e 29 febbraio 2012 n. 1172; nonché sez. III, 3 ottobre 2011 n. 5421.
Inoltre i Giudizi di Palazzo Spada hanno evidenziato che le eventuali ambiguità del bando e
l’insufficienza della formulazione della richiesta di chiarimenti, in ordine alla necessità di individuare ed
esplicitare puntualmente e separatamente i costi di sicurezza, non sono idonee a rimuovere il chiaro ed
ineludibile onere di legge imposto dagli artt. 86, comma 3-bis, e 87, comma 4, del d.lgs. n. 163/2006 e
pertanto impone l’esclusione dalla gara di una impresa che non abbia assolto detto onere. Nella
fattispecie l’offerta economica era stata redatta sul modulo predisposto dal Comune, il quale non
prevedeva spazi per l’indicazione di cui si discute e recava la sola precisazione che l’offerta doveva
essere corredata delle giustificazioni. La sentenza in commento ha ritenuto che almeno nelle
giustificazioni, la concorrente avrebbe dovuto fornire la specifica ed autonoma indicazione di cui si
discute, a maggior ragione proprio ad apposito clausola del bando, la quale richiamava espressamente
gli oneri in parola, laddove disponeva che “Il costo relativo alla sicurezza non può essere soggetto a
ribasso”. Ciò che l’impresa non aveva fatto, avendo distinto le voci di spesa esclusivamente in spese di
gestione, costi del personale e previdenza. Peraltro, nei chiarimenti presentati si era limitata ad includere
nelle spese di gestione la voce “Costo per la Qualità e Sicurezza”, quantificata globalmente in
€ 25.000,00, senza scorporare il costo relativo alla qualità e quello relativo alla sicurezza, quindi senza
osservare la norma di legge richiedente che quest’ultimo sia “specificamente indicato”.
Si segnala tuttavia che la stessa Sezione Terza del Consiglio di Stato con la più recente sentenza n.
3706 del 10/7/2013, pur dando atto del fatto che la giurisprudenza in materia è oscillante, ritiene che
l’omessa indicazione dei costi per la sicurezza – nel casi essi siano predeterminati dalla P.A. – comporta
non già la radicale ed immediata esclusione dalla gara, ma la esclusione solamente all’esito di una
verifica più ampia sulla serietà e sulla sostenibilità dell’offerta economica nel suo insieme.