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Cassazione 5337 del 4/3/2013: imposta sulla pubblicità – non sussiste il pagamento del tributo per le insegne inferiori a cinque metri

20 Apr 2013 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione 5337 del 4.3.2013

Con l’ordinanza n. 5337 del 4/3/2013 la Sezione VI^ (sottosezione 5) della Corte di Cassazione ha ribadito il principio secondo cui la disciplina sull’imposta di pubblicità prevede l’esenzione dal pagamento del tributo locale per le insegne la cui superficie non supera i cinque metri quadrati. Al fine di by-passare tale esenzione non è consentito introdurre distinzioni in relazione al concorso dello scopo pubblicitario con la funzione propria dell’insegna stessa. Invero, l’art. 17 comma 1-bis del d.lgs. n. 507/1993, aggiunto dall’art. 10 della legge n. 448/2001, esenta dall’imposta sulla pubblicità le insegne di attività commerciali e di produzione di beni o servizi nei limiti di una superficie complessiva fino a cinque metri quadrati e non consente di introdurre distinzioni in relazione al concorso dello scopo pubblicitario con la funzione propria dell’insegna stessa, purchè la stessa, oltre ad essere installata nella sede dell’attività a cui si riferisce o nelle pertinenze accessorie, e ad avere la funzione di indicare al pubblico il luogo di svolgimento dell’attività, si mantenga nel predetto limite dimensionale. In tal senso depone anche l’art. 2 del D.M. 4 aprile 2003 che, ai sensi dell’art. 10 comma 3 della legge n. 448/2001, ha dettato le modalità operative per la determinazione dei trasferimenti compensativi ai comuni a copertura delle minori entrate relative all’imposta sulla pubblicità derivanti dalla esenzione stabilita dall’art. 17, comma 1 bis, citato.