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Cassazione 23317 del 9/11/2011: ICI – Rendita catastale centrali idroelettriche

1 Dic 2011 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione 23317 del 9.11.2011 – ICI – Rendita catastale centrali idroelettriche

La Sezione Tributaria della Cassazione, con la sentenza n. 23317 del 9/11/2011 ha ribadito l’orientamento in virtù del quale la rendita catastale delle centrali idroelettriche deve considerare anche le turbine nonché le opere idrauliche di superficie e del sottosuolo.

La Cassazione ha così respinto il ricorso dell’ENEL SpA avverso il provvedimento con il quale l’Agenzia del Territorio ha determinato la rendita degli immobili facenti parte di una centrale idroelettrica, nonché degli avvisi ICI per gli anni 1998 e 1999 riguardanti l’accertamento di maggiore imposta, interessi e sanzioni in relazione ai predetti immobili.

I Giudici di Piazza Cavour hanno richiamato la giurisprudenza formatasi con specifico riferimento all’attribuzione della rendita catastale alle centrali idroelettriche, affermando che il l’art. 1-quinquies del d.l. n. 44/2005 convertito in Legge n. 88/2005, includendo nella stima gli elementi costitutivi degli opifici e degli altri immobili caratterizzati da una connessione strutturale con l’edificio, tale da realizzare un unico bene complesso, e prescindendo dalla transitorietà di detta connessione nonchè dai mezzi di unione a tal fine utilizzati, impone di tener conto, nel calcolo della rendita, anche del valore delle turbine, le quali si configurano come elementi essenziali della centrale, incorporati alla stessa e non separabili senza una sostanziale alterazione del bene complesso, nonchè di altri elementi aventi le medesime caratteristiche di connessione strutturale con l’edificio prescindendo dalla transitorietà di detta connessione e dalla natura dei mezzi utilizzati per realizzarla.

Inoltre, sempre secondo la richiamata giurisprudenza, la disposizione dell’art. 1-quinquies citato (che fornisce l’interpretazione autentica dell’art. 4 del R.D.L. n. 652/1939 convertito in Legge n. 1249/1939, riproponendo, limitatamente alle centrali elettriche, il contenuto dell’art. 1 comma 540 della legge n. 311/2004, avente anch’esso natura interpretativa ed abrogato con efficacia retroattiva dal d.l. n. 35/2005 convertito in Legge n. 80/2005), in quanto volta a dirimere un contrasto ermeneutico insorto relativamente alla situazione specifica delle centrali elettriche, non appare irragionevole nè introduce un’ingiustificata disparità di trattamento rispetto ad altri beni classificabili nel gruppo catastale D, tenuto conto della disomogeneità degli immobili inclusi in tale categoria, nè infine contrasta con il principio della capacità contributiva, la cui violazione non è prospettabile in riferimento alla determinazione della rendita catastale, che non costituisce un’imposta nè un presupposto d’imposta.