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Cassazione 23312-13 del 9/11/2011: TARSU – la delibera di assimilazione costituisce titolo per la riscossione della tassa

1 Dic 2011 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione 23312 del 9.11.2011 – TARSU

Cassazione 23313 del 9.11.2011 – TARSU

La Sezione Tributaria della Cassazione, con le ordinanze n. 23312 e 23313 del 9/11/2011 ha affermato che la delibera di assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani costituisce titolo per la riscossione dellaTARSU.

Nei due giudizi sottoposti all’esame della Cassazione, riguardanti le stesse parti ma due annualità diverse (2001 e 2004), la CTR aveva concluso in maniera differente: nel primo aveva respinto il ricorso del contribuente mentre nel secondo caso l’aveva accolto. Da qui il ricorso in Cassazione, proposto nelprimo caso dal contribuente e nel secondo dal Comune.

Ebbene, i Giudici di Piazza Cavour danno ragione all’ente impositore in applicazione dell’orientamento giurisprudenziale secondo cui il potere regolamentare dei Comuni di assimilare agli urbani i rifiuti speciali, è stato mantenuto fermo dall’art. 21 comma 2 lett. g) del d.lgs. n. 22/1997, che ha introdotto la Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani, sicché la deliberazione relativa, ove adottata, costituisce titolo per la riscossione della tassa nei confronti dei soggetti che tali rifiuti producono nel territorio comunale, a prescindere dal fatto che il contribuente ne affidi a terzi lo smaltimento. Tale potere poteva essere esercitato anche prima ed indipendentemente dall’approvazione da parte dello Stato dei nuovi criteri di assimilabilità, previsti dall’art. 18, comma 2, lett. d) del d.lgs. n. 22/97 risultando applicabili i criteri di cui alla delibera del Comitato Interministeriale del 27 luglio 1984, intervenuta in attuazione della previsione di cui all’art. 5 del D.P.R. n. 915/1982 ma tenuta ferma dalla disposizione transitoria contenuta nell’art. 57 del citato d.lgs. n. 22/97, in quanto contenente norme regolamentari e tecniche che disciplinano la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti destinate a restare in vigore, anche dopo l’approvazione del predetto d.lgs. 22, sino all’adozione dei criteri ex art. 18 suddetto.