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Cassazione 21454 del 17/10/2011: ICI – le risultanze catastali costituiscono presunzioni

19 Nov 2011 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione 21454 del 17.10.2011 – ICI – Le risultanze catastali costituiscono presunzioni

La Sezione Tributaria della Cassazione, con l’ordinanza n. 21454 del 17/10/2011 ha ribadito l’orientamento secondo il quale in tema di ICI la proprietà sull’immobile può essere provato dall’ente impositore anche in base alle annotazioni risultanti dai registri catastali, ponendo a carico del contribuente l’onere di fornire la prova contraria. Nella fattispecie la CTR aveva respinto l’appello di un contribuente avverso una avviso di accertamento relativo a ICI 1994. Il contribuente proponeva così ricorso per cassazione, denunciando tra l’altro la violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c. e dei principi sull’onere della prova per avere la CTR ritenuto sufficientemente provata la pretesa impositiva del Comune sul semplice presupposto che le unità immobiliari tassate fossero complete nei loro dati catastali e che l’appellante non avesse fornito alcun supporto probatorio al proprio assunto di non essere proprietaria di tali unità immobiliari. La Cassazione respinge il ricorso evidenziando che la CTR non ha disconosciuto il principio per cui grava sul Comune l’onere di provare che il contribuente attinto da un avviso di accertamento ICI sia il proprietario degli immobili tassati; ma ha ritenuto che tale onere fosse stato nella specie soddisfatto, in difetto di prova contraria da parte della contribuente, dalle risultanze catastali emergenti dagli elenchi formati dal Ministero delle Finanze. In sostanza la CTR ha attribuito alle risultanze catastali valore di presunzione semplice, sufficiente a provare la proprietà dell’immobile in difetto di prova contraria da parte del contribuente, e tale ragionamento è giuridicamente corretto, alla stregua della giurisprudenza della Corte, secondo cui “In tema di imposta comunale sugli immobili (Ici), la proprietà o altro diritto reale sull’immobile, che rappresentano, dell’art. 3 del d.lgs. n. 504/92, il presupposto impositivo del tributo, possono essere provati dall’ente impositore anche in base alle annotazioni risultanti dai registri catastali, che, pur non costituendo prova dei predetti diritti, in quanto preordinati a fini squisitamente fiscali, fanno sorgere una presunzione “de facto” di veridicità delle loro risultanze, ponendo a carico del contribuente l’onere di fornire la prova contraria”