06 36001374 info@anacap.it

Cassazione 21305 del 18/9/2013: contenzioso tributario – valide le dichiarazioni di terzi rese in sede extraprocessuale

9 Nov 2013 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione 21305 del 18.9.2013

Con la sentenza n. 21305 del 18/9/2013 la Sezione Tributaria della Cassazione ha affermato la validità delle dichiarazioni di terzi rese in sede extraprocessuale, come la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Invero, la disposizione contenuta nell’art. 7 comma 4 del d.lgs. n. 546/1992, secondo cui nel processo tributario “non sono ammessi il giuramento e la prova testimoniale”, è norma limitativa dei poteri delle commissioni tributarie, e quindi vale soltanto per la diretta assunzione, da parte del giudice tributario, nel contraddittorio delle parti, della narrazione dei fatti della controversia compiuta da un terzo; ovverosia per quella narrazione che acquista un particolare valore probatorio in quanto richiedente la formulazione di specifici capitoli e la prestazione di un giuramento o di un impegno da parte del terzo assunto quale teste. Cosicchè va confermato il principio che, in tema di contenzioso tributario, anche al contribuente oltre che all’amministrazione finanziaria, deve essere riconosciuta – in attuazione dei principi del giusto processo e della parità delle parti di cui al nuovo testo dell’art. 111 Cost. – la possibilità di introdurre, nel giudizio dinanzi alle commissioni tributarie, dichiarazioni rese da terzi in sede extraprocessuale (come appunto le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà), le quali hanno il valore probatorio proprio degli elementi indiziari e come tali devono essere valutate dal giudice nel contesto probatorio emergente dagli atti (v. Cass. n. 20028/2011 e n. 11785/2010). Nondimeno è certo che i ripetuti eventuali elementi di prova contraria valgono come presunzioni semplici, e debbono essere poi comunque sottoposte a un’attenta verifica da parte del giudice, il quale è tenuto a individuare analiticamente i fatti noti dai quali dedurre quelli ignoti, correlando ogni indizio (purchè grave, preciso e concordante).