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Cassazione 18017 del 24/7/2013: TARSU – assimilazione anche per quantità

5 Ott 2013 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione 18017 del 24.7.2013

Con l’ordinanza n. 18017 del 24/7/2013 la Cassazione ha affermato che la delibera comunale di assimilazione dei rifiuti speciali a quelli urbani deve individuare il limite quantitativo dei rifiuti prodotti, altrimenti non è valida ai fini Tarsu. In sostanza l’assimilazione regolamentare deve essere effettuata sia per tipologia di rifiuti (cioè per qualità) sia per quantitativo massimo dei rifiuti conferibili al servizio pubblico (assimilazione per quantità), non essendo sufficiente solo la prima. Invero, in tema di tassa per lo smaltimento di rifiuti urbani, la dichiarazione di assimilazione dei rifiuti speciali non pericolosi a quelli urbani, presuppone necessariamente la concreta individuazione delle caratteristiche, non solo qualitative, ma anche quantitative dei rifiuti speciali poichè l’impatto igienico ed ambientale di un materiale di scarto non può essere valutato a prescindere dalla sua quantità (cfr. Cass. 9631/2012: nella circostanza la Suprema Corte ha confermato la sentenza impugnata che aveva annullato una cartella di pagamento in tema di TARSU, in quanto la delibera comunale che aveva disposto l’assimilazione dei rifiuti non pericolosi “indipendenti dalle loro quantità” era illegittima, per mancata determinazione dei criteri quantitativi). Si ricorda che attualmente l’unico riferimento in materia di assimilazione dei rifiuti è tuttora costituito dalla delibera interministeriale del 27 luglio 1984, in attesa del nuovo regolamento statale previsto dall’art. 195 del d.lgs. n. 152/2006 (codice dell’ambiente). L’Antitrust con la segnalazione AS922 del 2012 ha peraltro sollecitato l’adozione del regolamento statale anche al fine di ridurre e definire l’ambito di discrezionalità delle amministrazioni comunali.