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Cassazione 16569 del 28/9/2012: affissioni dirette di durata inferiore a 3 mesi – superficie tassabile del mezzo pubblicitario

29 Ott 2012 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione16569-2012

Con la sentenza n. 16569 del 28/9/2012 la Sezione Tributaria della Cassazione è intervenuta in ordine al regime di tassazione applicabile alle affissioni dirette di durata inferiore a 3 mesi, precisando altresì la definizione di superficie tassabile del mezzo pubblicitario. Nella fattispecie l’ente impositore sosteneva che per la pubblicità effettuata mediante affissioni dirette su apposite strutture adibite ad esposizione dei mezzi, in base all’art. 12 del D.Lgs. n. 507 del 1993, troverebbe sempre applicazione la commisurazione della tariffa dell’imposta per anno solare, senza che rilevi l’effettivo utilizzo dell’impianto per durate infra trimestrali, essendo all’uopo necessario un provvedimento concessorio che preveda forme di pubblicità temporanea o provvisoria. Sul punto la Cassazione evidenzia che, per la pubblicità per affissione diretta effettuata da società su impianti di proprietà e per conto terzi, in forza della modifica all’art. 12 comma 3 del D.Lgs. n. 507/1993, recata dall’art. 145 comma 56 della legge n. 388/2000, alle fattispecie impositive di data posteriore – come nel caso in esame (riferito al periodo d’imposta 2004) – che abbiano durata non superiore a tre mesi si applica per ogni mese o frazione una tariffa pari a un decimo di quella prevista al comma 1 del detto art. 12 D.Lgs. n. 507/93, e non il sistema di calcolo riferito all’anno solare. In proposito la Cassazione ha già in precedenza chiarito come detta regola abbia “portata innovativa e sia quindi priva di efficacia retroattiva (Cass. n. 1915 e n. 552 del 2007, n. 26839 del 2009). In ordine alla superficie del mezzo pubblicitario la Cassazione ha evidenziato che l’imposta deve essere pagata con riferimento alla superficie utilizzabile per i messaggi e, conseguentemente, se la faccia dell’impianto si compone di uno spazio destinato alla pubblicità e di una cornice da esso distinta ed oggettivamente inidonea ad essere utilizzata per la diffusione dei messaggi, l’imposta dovrà essere commisurate, soltanto in relazione al predetto spazio, mentre se l’impianto è strutturato in modo tale che l’intera sua faccia è utilizzata per la pubblicità, l’imposta andrà ragguagliata alla totalità della superficie. La verifica dell’effettivo impiego della cornice dell’impianto per la pubblicità è accertamento, di fatto riservato al giudice di merito ed incensurabile in cassazione, se non con riferimento al vizio di motivazione.