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Cassazione 12859 del 23/7/2012: TARSU – tariffa superiore per gli alberghi anche se l’attività è stagionale

1 Set 2012 | ARCHIVIO STORICO

Cass12859-2012

Con l’ordinanza n. 12859 del 23/7/2012 la Sesta Sezione (sottosezione Tributaria) della Cassazione ha affermato la legittimità delle tariffe Tarsu superiori per gli alberghi rispetto alle abitazioni private anche in caso di attività stagionale. Al limite il comune può deliberare uno sconto particolare. La controversia riguarda un albergatore che aveva lamentato l’adozione di una tariffa Tarsu, ritenuta troppo alta per la sua attività stagionale. Il giudizio di merito (di primo e secondo grado) si concludeva favorevolmente per il contribuente, ma viene tuttavia ribaltato dalla Cassazione. I giudici di Piazza Cavour hanno infatti accolto il ricorso presentato dal comune, evidenziando che «in tema di tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (Tarsu), è legittima la delibera comunale di approvazione del regolamento e delle relative tariffe, in cui la categoria degli esercizi alberghieri venga distinta da quella delle civili abitazioni, e assoggettata a una tariffa notevolmente superiore a quella applicabile a queste ultime: la maggiore capacità produttiva di un esercizio alberghiero rispetto a una civile abitazione costituisce infatti un dato di comune esperienza, emergente da un esame comparato dei regolamenti comunali in materia, e assunto quale criterio di classificazione e valutazione quantitativa della tariffa anche dal D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, senza che assuma alcun rilievo il carattere stagionale dell’attività, il quale può eventualmente dar luogo all’applicazione di speciali riduzioni d’imposta, rimesse alla discrezionalità dell’ente impositore». D’altronde i rapporti tra le tariffe, indicati dall’art. 69 comma 2 del d.lgs. n. 507/93 tra gli elementi di riscontro della legittimità della delibera, non vanno riferiti alla differenza tra le tariffe applicate a ciascuna categoria classificata, ma alla relazione tra le tariffe ed i costi del servizio discriminati in base alla loro classificazione economica.