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Audizione dell’ANCI presso la Commissione parlamentare sull’AnagrafeTributaria

31 Ago 2011 | ARCHIVIO STORICO

In data 25/7/2011 si è tenuta un’audizione dell’ANCI presso la Commissione parlamentare sull’AnagrafeTributaria, in ordine alla riforma sulla riscossione.In particolare l’ANCI ha evidenziato che la riforma dell’accertamento e della riscossione fiscale, previstadal d.l. 70/2011, “individua un obiettivo condivisibile e già contenuto nei principi della legge sulfederalismo fiscale: ma le attuali disposizione vanno riviste, in modo da risolvere i molti aspetti crucialiprima che il nuovo meccanismo vada a regime”. Altrimenti, afferma il direttore dell’ANCI, “”ci troveremotra 6 mesi di fronte ad una rivoluzione, senza gli adeguati strumenti per fronteggiarla”.A partire dal 1° gennaio 2012, infatti, la legge pr evede che Equitalia cessi l’attività di accertamento eriscossione fino a oggi svolta per conto dei Comuni, e che gli stessi Comuni affidino questa incombenzaa privati, oppure la svolgano in house. Se i principi possono essere condivisibili, anche nell’otticadell’autonomia finanziaria dei Comuni, “la riforma abbozzata fino a oggi non e’ complessiva, e contienemolti punti cruciali”.L’ANCI cita opportunamente il caso dei piccoli Comuni, che andrebbero chiaramente autorizzati allariscossione in proprio, in quanto funzione propria dei Comuni in un’ottica di autonomia finanziaria. Perquesto “l’accertamento e la riscossione fiscale andrebbero inseriti tra le funzioni fondamentali deiComuni, che di conseguenza dovrebbero essere aiutati degli adeguati strumenti per espletare questicompiti”. Poi il direttore dell’ANCI fa notare “il problema della riscossione coattiva: i privati attendonoancora i requisiti per partecipare alle eventuali gare, mentre i Comuni hanno seri problemi, con i tagli e ilblocco del turn over, a individuare figure interne per lo svolgimento di queste mansioni”. Per non parlare dei problemi di “accesso pubblico alle informazioni”, per i quali serve una regolamentazione nuova daparte del ministero.Insomma, conclude l’esponente dell’ANCI, “i punti cruciali vanno risolti al più presto, individuando dasubito un obiettivo chiaro, con una fase transitoria che dovrebbe servire a regolamentare il passaggioalla riforma”.