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Audizione 3/10/2012 Commissione Finanze: presidente Corte dei Conti

27 Ott 2012 | ARCHIVIO STORICO

audizione_Corte-dei-Conti-3-10-2012

Il 3/10/2012 si è tenuta presso la Commissione Finanze e Tesoro del Senato l’audizione del Presidente della Corte dei Conti avente a d oggetto “elementi conoscitivi in merito ai criteri e alle modalità attraverso cui è stata operata la stima dei costi che l’evasione fiscale comporta a carico dell’intera economica nazionale”. Sul punto il Presidente della Corte dei Conti ha concluso evidenziando che il recupero di quote crescenti di evasione rappresenta una delle condizioni per il riequilibrio della finanza pubblica, per il contenimento delle sperequazioni distributive e per l’avvio della ripresa economica. Onde procedere in tale direzione è necessario poter contare su un’elevata sensibilità politica e su un ampio consenso sociale. Nello stesso tempo è però anche necessario dotarsi di strategie più direttamente volte a favorire la spontanea emersione delle basi imponibili, assegnando all’attività di controllo e di repressione un ruolo certamente rilevante ma non esclusivo nella gestione del rapporto con il contribuente. Sotto tale profilo – prosegue la relazione del Presidente della Corte dei Conti – molti passi in avanti sono stati operati soprattutto con il potenziamento della strumentazione conoscitiva a disposizione dell’amministrazione. Ciò che ancora sembra mancare è la possibilità di una compiuta e sistematica interlocuzione con il contribuente nella fase dell’adempimento. Segnali positivi in questa direzione, e verso un approccio più ‘scientifico’ e razionale al fenomeno evasivo, si rinvengono nei contenuti del ddl delega di riforma fiscale, attualmente all’esame della Camera dei Deputati (A.C. 5291). In un futuro auspicabilmente vicino, l’azione dell’amministrazione dovrebbe essere destinata ad esprimersi attraverso una strategia articolata basata sulla conoscenza del fenomeno (tax gap) e della sua evoluzione, secondo una metodologia scientifica e trasparente, sull’azione persuasiva e di assistenza al contribuente nella fase dell’adempimento e sull’azione di contrasto e repressione. E’ in questo contesto che potrebbe manifestarsi la forza risolutiva di una terza componente della complessiva strategia di politica fiscale: destinare almeno parte dei recuperi della lotta all’evasione alla riduzione del prelievo complessivo; un modo per dare concretezza ad una sorta di “patto sociale”, basato su un diffuso consenso nei confronti dell’azione di riduzione dell’evasione.