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Audizione 11/9/2012 del direttore dell’Agenzia delle Entrate presso la Commissione Finanze della Camera

23 Set 2012 | ARCHIVIO STORICO

L’11 settembre 2012 si è tenuta presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati l’audizione del Direttore dell’Agenzia delle Entrate (dr. Befera) sulla legge delega per la riforma del sistema fiscale. L’intervento è stato introdotto dall’auspicio che la legge delega costituisca una nuova tappa nevralgica del lungo percorso volto a costruire un rapporto leale e sereno tra Fisco e contribuenti: costruire una legislazione priva della sua attuale complessità, introdurre norme caratterizzate da stabilità e certezza, semplificare gli adempimenti tributari dei contribuenti, sarebbero alcuni step del nuovo percorso da intraprendere. In ordine all’abuso di diritto, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha evidenziato che lo stesso lede il rapporto tra Fisco e contribuente in maniera non meno grave (perché anzi più insidiosa) dell’evasione fiscale ed è una delle massime espressioni di quella che si può definire “assenza di una vera e propria educazione alla legalità fiscale”. La questione è quella, difficile, di individuare l’esatto punto di equilibrio tra chi è istituzionalmente preposto al controllo della legalità dei comportamenti e chi – il contribuente – deve conoscere preventivamente cosa è vietato e cosa non lo è, al fine di compiere scelte ponderate e consapevoli. Da qui l’ormai nota necessità di una codificazione dell’istituto. Occorre inoltre rafforzare l’attività conoscitiva e di controllo. Costante deve essere la ricerca di equilibrio tra la tutela della sfera del contribuente e l’esigenza, costituzionalmente garantita, alla esplicazione delle attività di verifica fiscale. In tal senso, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che non debba mai arrestarsi la ricerca e il potenziamento delle c.d. misure “preventive”, ossia quelle che offrono all’amministrazione una serie di informazioni utili che diversamente essa potrebbe acquisire ricorrendo alle tradizionali attività ispettive, indubbiamente più invasive.