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Attività di recupero dei tributi sotto i 30 euro: ricorso per legittimità costituzionale della Regione Veneto (G.U. del 5/9/2012)

23 Set 2012 | ARCHIVIO STORICO

Con ricorso del 5/7/2012 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 5/9/2012) la Regione Veneto ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione di legittimità dell’art. 3 comma 10 del d.l. n. 16/2012 conv. Legge 44/2012 il quale stabilisce che dal 1° luglio 2012, non si procede all’accertamento, all’iscrizione a ruolo e alla riscossione dei crediti relativi ai tributi erariali, regionali e locali, qualora l’ammontare dovuto, comprensivo di sanzioni amministrative e interessi, non superi, per ciascun credito, l’importo di euro 30, con riferimento ad ogni periodo d’imposta. Tra i motivi di ricorso la Regione Veneto denuncia l’introduzione di una norma “a regime” (nell’ambito di disposizioni aventi carattere transitorio) poiché si rivolge alla totalità dei contribuenti che concorrono alla spesa pubblica in ragione della propria capacità contributiva, in conformità al principio sancito dall’articolo 53 della Costituzione, con ciò modificando sostanzialmente la normativa vigente, in quanto vieta, secondo un criterio generalizzato e permanente, la possibilità di procedere alla riscossione di tributi di importo inferiore alla soglia ivi indicata. L’effetto regolatorio di tale novella, inoltre, si estende, per espressa volontà legislativa inequivocabilmente dichiarata, anche ai tributi regionali e locali. L’attrazione autoritativa, nel divieto cosi sancito, anche dei tributi regionali, si pone in contrasto con una pluralità di prerogative regionali riconducibili sia alla potestà legislativa regionale concorrente sussistente nella materia “coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario” di cui al comma terzo dell’articolo 117 della Costituzione, sia all’autonomia finanziaria regionale consacrata dalla novella dell’articolo 119 della Costituzione, per cui le risorse finanziarie delle Regioni, oltre ad essere autonome, devono essere in grado di finanziare integralmente le funzioni pubbliche attribuite all’ente medesimo ai sensi dell’articolo 118 della Costituzione. Inoltre, per la Regione Veneto risulta parimenti violato, in assenza di tale meccanismo di copertura degli oneri, risulta il principio di buon andamento di cui all’articolo 97 della Costituzione, che non può essere diversamente assicurato, qualora venga a mancare un’adeguata dotazione finanziaria propria. Infine si lamenta la lesione del principio di leale collaborazione per l’omessa fase di concertazione preventiva con la Regione, atteso che i tributi c.d. “regionali” in quanto riscossi dall’ente territoriale, anche se istituiti con leggi statali, devono essere, in pendenza della completa attuazione dell’articolo 119 della Costituzione, oggetto di idonea concertazione mediante gli strumenti di collaborazione interistituzionale espressamente previsti nel vigente tessuto ordinamentale.