06 36001374 info@anacap.it

ANACAP 8/5/2013 – Imposta sulla pubblicità e pubbliche affissioni: il blocco degli aumenti non è retroattivo

14 Giu 2013 | ARCHIVIO STORICO

Con una circolare dell’8/5/2013, inviata a tutte le aziende associate, l’ANACAP è intervenuta per porre un freno all’attuale stato di confusione che si sta ingenerando tra gli Enti locali e gli operatori del settore a seguito della pubblicazione sulla stampa specializzata di un articolo secondo il quale l’intervenuta abrogazione dell’art. 11, comma 10 della Legge 449/97 che consentiva ai Comuni di deliberare l’aumento delle tariffe dell’imposta comunale sulla pubblicità, comporterebbe non solo tale divieto, ma l’obbligo di rimborsare le somme eventualmente corrisposte. L’ANACAP si riferisce all’articolo pubblicato sul Sole 24 Ore del 6/5/213 dal titolo “Aumenti vietati per la pubblicità” nel quale si sostiene che “eventuali aumenti deliberati in passato non possano essere confermati nel 2013”, quindi il blocco delle tariffe ICP, introdotto dal d.l. 83/2012, colpirebbe anche i ritocchi decisi in passato e comporterebbe il ripristino delle tariffe di base stabilite dal D.Lgs. 507/93. L’associazione delle concessionarie private contesta tale conclusione, evidenziando in primo luogo che l’art. 11 del d.lgs. n. 449/97 – abrogato dall’art. 23, comma 7, del D.L. 22/6/2012 n. 83 – disponeva che le tariffe ed i diritti di cui al capo 1 del D.Lgs. n. 507/93 “possono essere aumentati dagli Enti locali fino ad un massimo del venti per cento a decorrere dal 1 gennaio 1998 e fino ad un massimo del 50 per cento a decorrere dal 1 gennaio 2000 per le superfici superiori al metro quadrato e le frazioni di esso si arrotondano al mezzo metro quadrato”. La norma abrogratrice, quindi, ha eliminato dall’ordinamento la suindicata facoltà a far data dalla sua entrata in vigore ma ciò non comporta che gli aumenti In precedenza deliberati siano travolti e perdano di efficacia, con conseguente obbligo da parte dei comuni di rimborsare i contribuenti. Soccorrono a tale proposito i principi di carattere generale in tema di efficacia della norma nel tempo contenuti nell’art. 11 del Preleggi e nell’art. 3 dello statuto del contribuente, intitolato “efficacia temporale delle Norme tributarie” il quale stabilisce che “le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo”. Pertanto – conclude la circolare dell’ANACAP – si può affermare che l’abrogazione sopra citata ha effetto dalla data di entrata in vigore del provvedimento abrogativo, ragione per la quale le deliberazioni assunte dai comuni nella vigenza della norma poi abrogata continuano a spiegare effetto in virtù del principio “tempus regit actum”. La posizione dell’ANACAP è senz’altro condivisibile ed in linea a quanto affermato all’indomani dell’entrata in vigore del d.l. 83/2012 (cfr. GIUSEPPE DEBENEDETTO, Imposta sulla pubblicità bloccata, Il Sole 24 Ore del 7/8/2012). Invero dall’art. 23 commi 7 e 11 del d.l. 83/2012 si evince chiaramente che l’abrogazione dell’art. 11 comma 10 della legge n. 449/97 non ha alcun effetto retroattivo, con la conseguenza che gli aumenti tariffari adottati in precedenza continuano a mantenere il proprio vigore anche per l’anno 2013. Si tratta di una conclusione scontata anche alla luce di basilari principi giuridici, tra cui l’irretroattività della legge e il tempus regit actum, richiamati dalla circolare dell’ANACAP. Peraltro i comuni non hanno alcuna necessità di confermare le delibere adottate in passato in quanto, com’è noto, la legge finanziaria 2007 ha introdotto il principio di ultrattività delle tariffe ed aliquote vigenti, che si intendono automaticamente prorogate di anno in anno in mancanza di apposita delibera (cfr. comma 169 legge n. 296/2006).