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Agenzia Entrate circolare n. 12/E del 12/4/2012: contenzioso tributario – giudizi concernenti atti della riscossione – istruzioni operative

23 Apr 2012 | ARCHIVIO STORICO

Con la circolare n. 12/E del 12/4/2012 avente ad oggetto “Contenzioso tributario – Giudizi concernenti atti della riscossione – Istruzioni operative”, la direzione centrale Affari Legali e Contenzioso dell’Agenzia delle Entrate impartite istruzioni agli Uffici in merito alla gestione delle controversie riguardanti atti della riscossione relativi ad entrate amministrate dall’Agenzia delle entrate. Sul punto la circolare evidenzia che il debitore che intende impugnare dinanzi al giudice tributario un atto della riscossione deve ricorrere contro l’Ufficio dell’Agenzia se contesta vizi dell’attività della stessa, vale a dire motivi di ricorso concernenti la legittimità della pretesa. Deve invece ricorrere contro l’Agente della riscossione se contesta vizi dell’attività dello stesso, vale a dire motivi di ricorso che riguardano l’attività svolta successivamente alla consegna del ruolo. L’Agente della riscossione, quindi, è legittimato passivo nei giudizi in cui si controverte in merito a vizi relativi alla formazione della cartella, come ad esempio errori di individuazione del contribuente, vizi di notifica, mancanza della sottoscrizione o del responsabile del procedimento di emissione o di notificazione della cartella di pagamento. Qualora oggetto dell’impugnazione siano atti dell’Agente della riscossione diversi dalla cartella (iscrizione di ipoteca, fermo di beni mobili registrati, ecc.), legittimato passivo è sempre l’Agente della riscossione, tranne i casi in cui nei motivi di ricorso venga contestata la mancata notifica degli atti “presupposti” o la legittimità della pretesa tributaria. Gli Uffici, per le questioni di competenza dell’Agenzia delle entrate, sono tenuti a valutare preliminarmente la fondatezza dei motivi di ricorso, evitando di resistere in giudizio o di coltivare la controversia quando la stessa non sia sostenibile. In particolare, nel caso in cui l’Ufficio, per le questioni di propria competenza, ossia riguardanti la propria attività, ritenga di non costituirsi in un giudizio in cui è parte anche l’Agente della riscossione e di dover procedere allo sgravio del ruolo, deve darne notizia all’Agente stesso almeno 20 giorni prima della scadenza del termine per la costituzione, per le sue conseguenti valutazioni. Analogamente, l’eventuale acquiescenza a sentenza sfavorevole all’Ufficio per le questioni di propria competenza, deve essere comunicata all’Agente della riscossione almeno 2 mesi prima della scadenza del termine lungo o 20 giorni prima della scadenza del termine breve in caso di notifica della sentenza. Si rende necessario peraltro definire a livello territoriale opportune intese, affinché gli Uffici e gli Agenti della riscossione non abbiano ad assumere in giudizio, specie per le questioni formali e processuali, comportamenti non uniformi o contraddittori. La circolare, inoltre, si sofferma sul “coordinamento delle difese” (comportamenti da tenere in giudizio), sulla “Chiamata in causa esclusivamente dell’Agente della riscossione” nel caso in cui il contribuente eccepisce anche vizi riferibili all’attività dell’Ufficio, nonché sulla “chiamata in causa dell’Ufficio e dell’Agente della riscossione”. Vengono infine confermate le indicazioni fornite con i precedenti documenti di prassi che non siano in contrasto con la presente circolare, mentre per quanto riguarda la mediazione tributaria si rinvia alla circolare del 19 marzo 2012, n. 9/E (segnalata in TN n. 7/2012).