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Agenzia Entrate 73/E del 6/7/2012: gli interpelli sull’IMU vanno rivolti ai comuni

14 Lug 2012 | ARCHIVIO STORICO

Con la risoluzione n. 73/E del 6/7/2012 l’Agenzia delle Entrate ha affermato che le istanze di interpello sull’IMU vanno presentate ai Comuni, i quali hanno la competenza esclusiva a decidere su tali istanze. Nella circostanza un contribuente aveva chiesto alla Direzione Regionale delle Entrate di conoscere l’orientamento dell’Agenzia in merito ad alcune modalità applicative della nuova imposta municipale. In particolare, l’istante dichiara di essere proprietaria di una quota, pari al 33%, di un immobile sito nel comune BETA e nel quale risiedono i due fratelli. Il contribuente chiede, pertanto, quale sia il trattamento fiscale che debba scontare la proprietà parziale dell’appartamento ai fini IMU, in applicazione delle norme di riferimento. L’istante, rilevando di non avere altre proprietà immobiliari oltre a quella oggetto dell’interpello e di non poter procedere alla vendita dell’appartamento in questione in quanto il medesimo è abitato dai fratelli, ritiene di dover pagare l’IMU fruendo delle agevolazioni previste per l’abitazione principale, sebbene non abbia la residenza nello stesso comune dove si trova l’immobile soggetto a tassazione. Sul punto l’Agenzia delle Entrate evidenzia che l’istanza di interpello proposta afferisce ad aspetti gestionali dell’imposta municipale propria istituita con decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, la cui applicazione, che era prevista a decorrere dal 2014, è stata anticipata in via sperimentale a decorrere dall’anno 2012 dall’art. 13, comma 1, del DL 6 dicembre 2012 n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Il citato art. 13, comma 2, individua il presupposto impositivo dell’IMU nel possesso di immobili di cui all’art. 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, ivi compresa l’abitazione principale e le eventuali pertinenze della stessa. Inoltre, la norma in questione, ex comma 11 ultimo capoverso, afferma che “le attività di accertamento e di riscossione dell’imposta erariale sono svolte dal comune al quale spettano le maggiori somme derivanti dallo svolgimento delle suddette attività a titolo d’imposta, interessi e sanzioni”. Al riguardo, tenuto conto che la richiamata disposizione riserva le attività di accertamento e riscossione dell’imposta erariale ai comuni, deve ritenersi applicabile la Risoluzione n. 1/DPF del 29 gennaio 2002, nella quale si afferma che “ove l’istanza di interpello concerna l’applicazione di disposizioni normative dettate in materia di tributi locali, la competenza a decidere in ordine a tale tipologia di istanze è attribuita esclusivamente all’ente impositore, in quanto titolare della potestà di imposizione, nella quale è compreso l’esercizio dei poteri di accertamento del tributo.”. In conclusione l’Agenzia non entra nel merito della questione, che va tuttavia risolta negativamente per il contribuente nel senso che non spettano le agevolazioni previste per l’abitazione principale poiché non sussistono i requisiti previsti dalla norma (residenza anagrafica e dimora abituale).