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Accertamenti – non sussiste l’obbligo di allegare le delibere

14 Lug 2012 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione 9601 del 13.6.2012

Con la sentenza n. 9601 del 13/6/2012 la Sezione Tributaria della Cassazione ha ribadito l’orientamento in virtù del quale non sussiste l’obbligo di allegare, agli avvisi di accertamento, le delibere comunali di determinazione del valore delle aree fabbricabili. Nella fattispecie il contribuente deduceva che la pubblicazione nell’Albo pretorio del Comune della delibera con la quale erano stati fissati i criteri di stima dei terreni non possa sopperire all’obbligo dell’amministrazione di motivare adeguatamente l’avviso di accertamento/liquidazione, così come previsto dalla Legge n. 241 del 1990 nonché di allegarla allo stesso avviso, come richiesto dall’art. 7 comma 1 della Legge n. 212 del 2000 (statuto del contribuente), e non ne costituisca una esimente. La Cassazione ritiene infondato il rilievo, in quanto, secondo il consolidato orientamento della Corte, in tema d’imposta comunale sugli immobili (ICI), l’obbligo d’allegazione all’avviso d’accertamento, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 212/2000, degli atti cui si faccia riferimento nella motivazione riguarda necessariamente, come precisato dall’art. 1 del d.lgs. n. 32/2001, gli atti non conosciuti e non altrimenti conoscibili dal contribuente, mentre atti generali come le delibere del consiglio comunale sono comunque soggette a pubblicità legale, sicchè la loro conoscibilità è presunta. Invero la Cassazione aveva già avuto modo di esprimersi in precedenza, affermando che non sussiste l’obbligo di allegare all’avviso di accertamento le delibere regolamentari e tariffarie ivi richiamate (si segnalano, tra le tante, Cass. 10797 del 5/5/2010 in TN n. 10/2010, Cass. n. 16860 del 20/7/2009 in TN n. 17/2009 e Cass. 25371 del 17/10/2008). Pertanto, delibere tariffarie e regolamentari non rientrano nel novero degli atti da allegare agli avvisi di accertamento. D’altronde sarebbe impensabile corredare gli atti impositivi di tutti i provvedimenti richiamati (nomina funzionario responsabile, delibere tariffarie, delibere regolamentari, ecc.) che hanno già acquisito efficacia erga omnes mediante gli attuali sistemi legali di conoscenza. Peraltro pretendere una simile attività, oltremodo dispendiosa, costituirebbe un ostacolo al buon andamento della Pubblica Amministrazione (economicità, rapidità, efficacia, efficienza, ecc.) riconosciuto dall’art. 97 della Costituzione.