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La Regione non può creare tributi sui rifiuti. Sentenza Corte Costituzionale n. 58/2015

13 Apr 2015 | ARCHIVIO STORICO

Le regioni non possono istituire con propria legge tributi autonomi sui rifiuti. Lo stop arriva dalla Corte Costituzionale, sent. n. 58-2015, depositata ieri, che ha censurato una norma della Regione Piemonte (art. 16, comma 4, della lr 24/2002) che imponeva ai gestori di impianti di trattamento e riutilizzo di scarti animali il pagamento di un contributo in ragione della quantità di materiale trattato nell’anno. La somma doveva essere versata al comune di localizzazione degli impianti, con possibilità di destinarne una quota a favore dei comuni limitrofi o comunque interessati dall’aumento del traffico veicolare o da altre esternalità negative. La questione è stata sollevata dalla Commissione tributaria provinciale di Cuneo, cui un’azienda si era rivolta impugnando gli avvisi comunali di accertamento e liquidazione del contributo. Nel ricorso, si evidenziava come la Regione non avesse titolo a istituire un simile prelievo, poiché la competenza in materia spetta, Costituzione alla mano, allo Stato. La Consulta ha accolto tale tesi, richiamando l’art. 117, comma 2, lett. s) Cost., che individua una potestà legislativa esclusiva statale in materia di «tutela dell’ambiente e dell’ecosistema». In tale ambito, in base alla consolidata giurisprudenza costituzionale, rientra anche la disciplina dei rifiuti, quali devono essere considerati gli scarti animali. Pur trattandosi di un ambito che coinvolge anche le attribuzioni degli enti territoriali, si impone, secondo i giudici, una disciplina unitaria rimessa allo Stato «allo scopo di prefigurare un quadro regolativo uniforme degli incentivi e disincentivi inevitabilmente collegati alla imposizione fiscale, tenuto conto dell’influenza dispiegata dal tributo (i cosiddetti “effetti allocativi”) sulle scelte economiche di investimento e finanziamento delle imprese operanti nel settore dei rifiuti e della loro attitudine a ripercuotersi, per l’oggetto stesso dell’attività esercitata da tali imprese, sugli equilibri ambientali».