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22/11/2012 – Approvata alla Camera la legge di stabilità

16 Gen 2013 | ARCHIVIO STORICO

Il 22/11/2012 la Camera dei Deputati ha approvato il DDL sulla legge di stabilità 2013 (AC 5534-bis), che passa ora al Senato. Si ricorda che l’ANCI ha presentato una serie di emendamenti riguardanti anche la fiscalità locale, tra cui la proposta di proroga dell’entrata in vigore del tributo RES al 2014, con applicazione nel 2013 della sola quota sui servizi indivisibili e con il vincolo per i Comuni di mantenere il regime di prelievo attualmente vigente, fino all’entrata in vigore del tributo RES, prorogato al 2014; si propone inoltre la possibilità che la riscossione del tributo venga affidata al soggetto gestore del servizio. Altro emendamento riguarda l’applicazione dell’IMU agli immobili di proprietà comunale, precisando che il Comune possessore di immobili siti nel suo territorio non è tenuto ad alcun pagamento dell’IMU, né con riferimento alla quota comunale, né per ciò che riguarda la quota di pertinenza statale; tale esplicitazione deriva, peraltro, dalla modifica al comma 11 recata dal d.l. 16 del 2012, in base alla quale “Non è dovuta la quota di imposta riservata allo Stato per gli immobili posseduti dai comuni nel loro territorio e non si applica il comma 17”. Viene proposto per l’ennesima volta un intervento sulla disciplina dell’imposta di soggiorno (art. 4, d.lgs. n. 23 del 2011), al fine di superare le difficoltà derivanti dalla perdurante assenza del regolamento statale attuativo e dalla mancata previsione di obblighi in capo al gestori delle strutture ricettive quali responsabili del pagamento del tributo con facoltà di rivalsa sul soggetto passivo; si propone inoltre di estendere la possibilità di istituire l’imposta a tutti i comuni. In ordine agli affidamenti delle attività di gestione e riscossione delle entrate locali, si propone di modificare la norma che vieta l’esternalizzazione delle entrate limitandola alle sole “concessioni”, rendendo così possibile procedere all’aggiudicazione ed all’affidamento di attività acquisite dai Comuni tramite appalti di servizio; al riguarda si segnala che il testo del d.l. 174/2012 è in corso di modifica alla Camera e non prevede più il divieto di affidamento dei servizi, inoltre la norma originaria non poteva che essere limitata alle concessioni, quindi la richiesta dell’ANCI può ritenersi superflua. Altra proposta interessante sul fronte della riscossione riguarda le procedure di esecuzione dei debiti fino a 2.000 euro: sul punto l’ANCI propone di inviare un solo sollecito (in luogo dei due previsti dalla norma originaria) riducendo i termini (60 giorni dall’invio del sollecito) per effettuare le procedure esecutive. Sempre in ordine alla riscossione, si propone di intervenire sull’aggio da corrispondere ai soggetti affidatari prevedendo un allineamento alla procedura esattoriale prevista dall’art. 17 del d.lgs. n. 112/99, modifica necessaria alla luce della sentenza n. 3413/2012 del Consiglio di Stato che ha affermato l’impossibilità di applicare all’ingiunzione lo stesso sistema di compensi previsto per Equitalia. ANCI propone inoltre di intervenire sulle quote inesigibili attraverso l’abrogazione della lettera c) del comma 34 dell’articolo 23 del d.l. n. 98/2011, convertito dalla legge n. 111/2011. Tale norma ha escluso la mancata effettuazione di azioni esecutive mobiliari dai motivi di diniego delle domande di rimborso per quote inesigibili da parte degli agenti della riscossione. La norma modifica dunque ingiustificatamente le condizioni di regolarità dei servizi resi dagli ex concessionari bancari e dalla stessa Equitalia, determinando una indebita modificazione del rapporto contrattuale insito nella concessione di riscossione e generando gravi danni economici ai bilanci degli enti locali. Altro intervento riguarda le società pubbliche preposte alla gestione e alla riscossione delle entrate locali, che dopo il d.l. 95/2012 sullo spending review rischiano di chiudere battenti: al riguardo ANCI propone di rendere inapplicabili le disposizioni di cui ai commi 1 e 8 dell’art. 4 d.l. 95/2012 alle società di cui all’articolo 52, comma 5, lett. b), n. 3, del d.lgs. n. 446/1997, a condizione che alla data del 30 giugno 2013 abbiano ad oggetto esclusivo lo svolgimento delle attività previste dallo stesso articolo 52, comma 5, del d.lgs. n. 446/97.